La Storia

Una specie di assemblea intergalattica sancisce che i Terrestri, per le loro reiterate interferenze in questioni di portata cosmica, debbano essere puniti: la Terra sarà isolata e trasformata in una sorta di carcere di massima sicurezza, cui destinare i delinquenti provenienti da ogni angolo del cosmo.

Un Giudizio

Puntuale come ogni anno, anche quest'estate arriva il maxi-cross-over della Marvel dal titolo: "Maximum Security".

Sebbene l'idea della Terra trasformata in carcere fosse buona e prospettasse interessanti sviluppi, tale apprezzabile soggetto è stato poi gestito mediocremente e dilatato inutilmente in pagine e pagine di scialbi cross-over e tie-in.

Infatti come sempre accade in tali circostanze, l'eccessiva disomogeneità dei testi e dei disegni, ovvia conseguenza della collaborazione di più artisti, non giova certo alla qualità complessiva della saga, che risente inoltre di notevoli pause e vistosi cali di tensione, con una sceneggiatura decisamente debole e mai all'altezza della situazione.

Entrando nel dettaglio, i tre capitoli centrali della saga (Maximum Security 1,2,3 di Busiek&Ordway) si assestano su livelli più che discreti, ma vengono affiancati e appesantiti da numerosi agganci con quasi tutte le altre testate della Casa delle Idee, decisamente mal gestiti. La lettura procede a singhiozzi, non offre mai la compattezza narrativa necessaria ad un'operazione ambiziosa come quella di sincronizzare una decina di testate diverse, per creare un unico grande affresco.

Non tutto però è da buttare: va infatti segnalata un'interessantissima interpretazione di US Agent, che dopo essersi rivolto allo stesso sarto di Judge Dredd, si riguadagna le luci della ribalta con la sua nuova versione riveduta e corretta.

La caratterizzazione del personaggio non viene assolutamente stravolta però, ne vengano semplicemente enfatizzati i lati più spigolosi e scomodi, pervenendo ad un risultato veramente mirabile: la psiche del frustrato Mr Walker, sempre in bilico tra il desiderio inconscio di emulare il suo modello, Capitan America, ed una rabbiosa volontà di autoaffermazione, viene delineata da un magistrale ricorso a didascalie in prima persona, corredate da testi taglienti e asciutti.

Alla luce di ciò, non deve perciò stupire apprendere che la Marvel, proprio in questi giorni, stia facendo uscire una miniserie interamente dedicata al ruvido Us Agent; scommessa che, viste le premesse, difficilmente non sarà vinta.

La Formula Editoriale

Quello che più ha lasciati perplessi in tale operazione non è stato il mediocre (e atteso) risultato artistico, ma la veste editoriale spaventosamente eterogenea.

L'edizione italica di tale saga si sviluppa infatti su cinque albi, quattro dei quali, nonostante abbiano lo stesso numero di pagine (96), si distinguono per prezzi, qualità di carta e copertine radicalmente diverse.

Si passa dalle 5.500 lire de "Gli Incredibili X-men" alle 6.500 di "Marvel CrossOver", passando attraverso le 5.900 lire di "Iron Man" e alle 6.000 di "X-Men Revolution".

In più una copertina è in cartoncino, le altre quattro no; due testate si avvalgono della carta patinata, le altre esibiscono invece una carta più pesante ed opaca.

Insomma una grande e irritante disuniformità editoriale, che ormai fa da padrona sulle testate della Marvel Italia, solo debolmente giustificata dalla nota legge che il prezzo di un albo è inversamente proporzionale alla sua tiratura.

Altra nota dolente è che, nonostante le promesse fatte in casa Marvel Italia, non sono riapparse le tanto sospirate note di chiusura degli albi, rimandate ad un lontano Febbraio (assieme ad un re-styling generale del parco testate che saluterà l'arrivo dell'Euro e che, temo, si accompagnerà all'ennesimo aumento dei prezzi).

Concludendo...

Pollice verso, evitare accuratamente l'acquisto augurandosi che il flagello dei maxi-cross-over estivi termini quest'anno.

recensione di Daniele "Fosforo" Cerboneschi

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